Si è appena conclusa la rielaborazione del musical “Un fremito d’ali” con un successo importante. La manifestazione che prevedeva una raccolta fondi per i bambini della Birmania raggiunge i suoi obbiettivi: la partecipazione popolare, il diffondersi di una scintilla d’amore verso il prossimo, ed un aiuto concreto verso un umanità che pur essendo lontana nello spazio non lo è nei sentimenti dei castelvetranesi.
L’uomo intorno al quale ruota tutto ciò è Padre Gioacchino Naeng Moe che con la sua costante opera di evangelizzazione e carità nei confronti del prossimo ha acceso i cuori dell’amministrazione comunale e dei club services castelvetranesi (Rotary, Lions e Kiwanis) nonchè della Fidapa affinchè si potesse realizzare quest’evento.
Tra gli intervenuti segnaliamo la presenza di Claudia Koll, il vice sindaco di Castelvetrano Francesco Saveria Calcara e sul finire della Serata dell’attuale sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.
La corale Jesus Christ di Trapani ha offerto il meglio di sè guidata magistralmente da Sabina Braschi. Le emozioni hanno sfiorato la mente di tutti e le musiche ,inframezzate da immagini e parole di San Pio, aleggiano ancora tra le mura del teatro Selinus di Castelvetrano. Il Selinuns, avete capito bene! Lo spostamento dalla cornice della piazza a quella del teatro è stata dettata da esigenze metereologiche ma ciò non ha fatto altro che esaltare la manifestazione in sè.
filippo ha detto,
am 24 settembre 2008 alle 12:31
Carissimi amici!!! c’ero anche io!!Un fremito d’ali che sento ancora adesso sulla mia pelle! vedete la Fede oggi rappresenta un momento veramente importante affinche l’uomo non porti alla distruzione se stesso!
Lunedi scorso su canale 5 è andato in ondo il film “il codice da Vinci”.Non ho letto il libro ed ho visto solamente la parte finale, del film forse il nocciolo di tutta la storia.
Penso solo questo, l’uomo vive un periodo di crisi forse è alla resa dei conti lo dimostra l’esperimento del big-bang;Amo la ricerca e tutto ciò che può essere utile a rendere la vita migliore ma c’è un limite, forse rappresentata dalla nostra stessa FEDE.
(in che senso!direte)La Fede porta a conoscere se stessi nel proprio intimo fino a percepire la nostra stessa origine e tutti hanno paura di scoprirla è quasi scomoda fa fondamentale per capire dove andiamo.
Se qualcuno si chiede perchè c’è la sofferenza a questo mondo rispondo: tutti siamo come i filamenti di un bicchiere di carta cattivi, buoni credenti o non sofferenza e gioia ecc al suo interno c’è l’amore di Dio……..Filippo Cirabisi